Posizione della Val Camonica in Lombardia

Val Camonica, nel Nord della provincia di Brescia. Terra antica, dove si trova la più grande concentrazione di incisioni rupestri d’Europa, forse del mondo. Incisioni che ci raccontano 10 000 anni di storia circa. E in questa valle, ci ritroviamo Flora de’ Liberis, membro dell’Arma It. Aveva ancora studiato le misteriose incisioni rupestri, e qualcosa della valle ricordava ancora.

Era stato difficile capire il luogo dove si trovava la frusta con cui Cristo venne fustigato: il basamento riportava due scritte, una riportava “Artonie”, l’altra “Castiglia”, seguita da una N che indicava probabilmente il nord. Artogne era un paese della Val Camonica, e nulla c’entrava con la Castiglia, antico stato iberico. Aveva scelto di visitare prima Artogne per una questione di vicinanza geografica, e sperava di capirci qualcosa.

Salì alla scalinata della parrocchiale del paese e guardò il panorama. All’improvviso suonarono le campane, e la gente uscì: era appena finita la messa. Si girò verso la chiesa, e il suo sguardo si fermò sui boschi intorno al paese. «Se ricordo bene, si tratta per lo più di castagneti… aspetta, castagneto in latino si dice Castiglia» Si alzò in piedi e capì: la frusta era nascosta nell’insieme dei castagneti della zona. Iniziò a correre, disinteressandosi della gente che la guardava: anche se la spada la rendeva più veloce del normale, doveva trovarsi nella zona dei castagneti quando il nemico sarebbe apparso.
«Per fortuna» pensò «la strada verso i castagneti settentrionali è una sola».

TRA I CASTAGNETI
Pur non sapendo di preciso dove si trovasse, non si preoccupò:oltre ad essere indistruttibile e in grado di agire autonomamente per difenderla, la sua spada poteva trovare i nemici e gli oggetti che cercava. Infatti, non le ci volle molto per trovare un pezzo di corda rimasto nel terreno, ma non decomposto «La frusta! Bene, l’ho trovata. E’ stato facile: Omega e Gladiatrex si preoccupano troppo» Fece appena in tempo a pensarlo che una donna mai vista si parò tra lei e la frusta. —Fuori dai piedi: questa frusta è mia—. «Ma anche no» pensò Flora, un po’ seccata che le cose non fossero facili. —Senti, tu mostrami un documento di possesso e io te la lascio, ok?— disse, pensando «Che idea stupida ho avuto: speriamo le faccia perdere tempo.» Qualcosa in effetti la nuova avversaria la perse, ma non tempo: la pazienza. —Non ho tempo da perdere con queste idiozie— urlò, e attaccò Flora sputando fuoco. Flora fu tanto sorpresa da parare il colpo con la spada appena in tempo.L’avversaria sputafuoco rise, mentre Flora rimase stupita, quasi cadde dallo shock. —Ahahahah— continuò la perfida —Sorpresa? Gli antichi poteri sorprendono sempre—
—Antichi?—
—Molto. Antichi alchimisti, nelle loro vana ricerca della pietra filosofale, scoprirono una particolare sostanza chimica che dava a chi la assumeva i poteri attribuiti ai draghi: forza, resistenza, saggezza, fuoco, ipnosi e… volo— Detto questo, due enormi ali membranose spuntarono sulla schiena della super-cattiva, e lei volò sopra Flora, che ancora dovette pararsi dietro la spada magica per evitare le fiamme. —Io sono Dragonaria— urlò la potente super-cattiva —E mi vendicherò di questa società, che ha lasciato liberi gli assassini di mio marito solo perché ricchi!—. «E che posso farci io?» si diceva terrorizzataFlora.
—TU MORIRAI!— —E calmati, che non riesco a pensare così— urlò Flora, poco prima di essere quasi colpita da un’ala dell’avversaria «Meno male che la spada mi protegge, altrimenti mi avrebbe uccisa!». Quindi, iniziò a difendersi dalle fiamme con maggior attenzione, aspettando il momento giusto per attaccare. —E’ inutile— sghignazzò Dragonaria —perché ho più di un’arma! Vediamo se sopravvivi anche al magma— E, ridendo, sputò ancora fuoco sul terreno circostante la nostra eroina. Allora Flora si vide fritta (anzi, arrosto); era disperata, non riusciva a trovare una via d’uscita. Pianse, come davanti al funerale del padre e a quello della madre. Ma proprio in quel momento, guardò verso la frusta del flagellatore di Gesù, ed ebbe un’idea. Proteggendosi con la spada, raggiunse la frusta e a estrasse dal terreno; la frusta si lasciò estrarre, come se percepisse le buone intenzioni dell’archeologa, e Dragonaria rimase stupita dalla velocità degli eventi; quindi, Flora la colpì con una frustata prima che reagisse. —Aargh!— urlò la donna-drago duramente colpita  —Non posso rischiare di distruggere la frusta, ma un giorno me la pagherai!—.

Il sole sorse sul Pizzo Badile, sulla nuova primavera. Flora aveva dovuto guidare di notte, ma era contenta: l’alba che sorgeva prima sul fianco della montagna e poi in cima ad essa, preceduta per di più dall’ombra della montagna stessa proiettata direttamente nel cielo, era uno spettacolo unico al mondo. E quella sera, sulla Concarena, il sole sarebbe tramontato due volte, originando un fascio di luce dal centro della montagna alle Foppe di Nadro, dove lei avrebbe nascosto per sempre la frusta. «Non so se Gladiatrex ha ragione nell’affermare i poteri delle incisioni, ma certo le energie mistiche e magiche ci sono, o i nostri poteri non esisterebbero. Inoltre, quel posto tra una piana e l’altra è una grande foresta: mi basterà buttare la frusta tra le radici di un albero in uno strapiombo perché nessuno la trovi più… ed è bene così»

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