Omega X era ad Andria, in Puglia, davanti alla Chiesa di S. Agostino, nata Chiesa di S. Leonardo per mano di Templari, poi affidata agli Agostiniani. Secondo le informazione trovate “casualmente” da Tarpea, entrata “per sbaglio” nei computer dell’Associazione Nazionale degli Archeologi, un archeologo aveva notato che mettendo parte delle decorazioni interne in un particolar modo si ottenevano dei segni precisi; quello stesso archeologo, studiando alcuni testi risalenti all’epoca della costruzione della chiesa, avrebbero dovuto indicare la collocazione di un oggetto molto particolare: il Santo Graal, il calice in cui secondo il mito più conosciuto Gesù bevve per l’ultima volta e in cui venne messo il suo sangue quando sulla croce un romano lo colpì per sincerarsi che fosse morto. Dato che il Santo Graal appariva sul basamento della corona rubata, c’era da aspettarsi che il ladro l’avrebbe ricercata. L’ipotesi sembrava molto forzata, come Littero aveva fatto notare, ma era comunque un punto di partenza.

Iniziò a guardare le decorazioni indicate, e individuò i segni, ma non capiva come disporli. Poi si rese conto che quei segni potevano disporsi come in un puzzle, quindi disegnò i vari segni su un foglio. Tornato all’hotel in cuisostava, li ritagliò e assemblò, ottenendo l’immagine di Castel Del Monte, uno dei luoghi in cui pareva essere stato nascosto il Graal. A questo punto la successione degli avvenimenti era era evidente: i templari avevano trovato il Graal e l’avevano nascosto nella Chiesa di San Leonardo; quando poi l’ordine cadde in disgrazia esso venne trasportato a Castel del Monte, dove non sarebbe mai stato trovato.
CASTEL DEL MONTE

Omega X si risvegliò spaventato; quel maledetto sogno s’era ripresentato mentre sonnecchiava. «Va bene» si disse «Visto che non posso dormire, vediamo di risolvere l’arcano.» si mise a sedere e iniziòa riflettere:«Umh… il nero rappresenta il male e il bianco il bene nella nostra cultura, quindi le due colombe in lotta sono bene e male… Ma la nera stava vincendo!» si mise in piedi tremando: se quella visione riguardava lo scontro che avrebbe quasi sicuramente avuto quella sera, sarebbero stati guai! «Le tre stelle di Dante Alighieri… A quali stelle si riferiva?» In quel momento la sveglia suonò: stava arrivando la notte, e lui doveva essere a Castel del Monte prima del suo avversario.

Entrò nel castello. La sua armatura nera gli dava un vantaggio rispetto a chiunque altro. Iniziò con i suoi poteri a sondare il castello, quando sentì un’altra presenza… si girò, e si trovò davanti Omega X, con passamontagna e soprabito.
‹Chi sei tu› Omega si rese subito conto che l’avversario gli stava parlando telepaticamente. Nonostante la cosa fosse inquietante, rispose:—Non è affar tuo: se cerchi il Santo Graal, non lo avrai—
Omega sentì la risata dell’avversario nella sua testa. Il colpo fu talmente veloce che solo grazie ai suoi poteri poté evitarlo. Quindi colpì a sua volta, sfondando l’armatura come se fosse stata vuota. Omega rimase sorpreso. «Ma come…» riusciva a percepire uno spirito, ma non c’era il corpo. —Cosa sei, un fantasma?—
‹Non saprei come definirmi› rispose la voce ‹Ero un ragazzo orfano appassionato di occulto, ma un brutto giorno un incidente quasi mi uccise› Mentre Omega sentiva questa storia nella sua testa, l’armatura si rimontò apparentemente da sola, in realtà (capì il nostro eroe) mossa dallo spirito attraverso la telecinesi. ‹Entrai in coma; percepivo ancora il mondo esterno pur non potendo reagire, ma costavo troppo all’ospedale› Omega lo sentì quasi grugnire dalla rabbia ‹Si dissero “non mancherà a nessuno”, “la sua vita è inutile”, e decisero di lasciarmi morire, come se non valessi niente, come se fossi un oggetto da buttare quando funziona male› Omega rabbrividii mentre l’armatura avanzava ‹Ma con le mie conoscenze occulte ho potuto allearmi con il diavolo, che mi ha estratto l’anima, rendendomi potente.› Prima che Omega si rendesse conto di cosa stava per accadere, si ritrovo quasi strozzato da un’armatura guidata da un… un… nemmeno lui sapeva cosa fosse. ‹Se vuoi darmi un nome, chiamami Black Devil› sentì la voce dell’avversario nella sua testa ‹Ma non ti servirà a molto, visto che morirai›. Omega era disperato, ma in quel momento riuscì, quasi in una folgorazione divina, a capire:«Le tre stelle di Dante indicavano le virtù di Fede, Speranza e Carità, le virtù insegnate da Cristo». Ma c’era un problema: la fede e la speranza non mancavano (su di esse si fondavano i suoi poteri) ma la carità? Come poteva amare quell’essere che s’era alleato con il diavolo, aveva ucciso un uomo e ora stava per ucciderlo? «È chiedere troppo, no?» Ma in quel momento gli sembrò di risentire la voce del padre: “Non considerare un malvagio come un’essere da odiare: ricorda, il male è una malattie causata dall’esperienza, non un gene del DNA”. E Omega si ricordò di quello che gli aveva detto Black Devil: volevano fargli un’eutanasia non per pietà del suo dolore, ma solo per togliersi un paziente dalle spalle. Ripensò a quanto terribile possa essere una società in cui le vite umane valgono meno di oggetti, e provò pietà per l’avversario. All’improvviso la presa si allentò. ‹C-cosa succede?›. Omega pensò:«Nonostante tutto, mi dispiace per te, fratello». Sentì un urlo nella sua testa, mentre l’armatura crollava ai suoi piedi.‹NO, mi hai sconfitto, ma non te la caverai: i miei alleati ti distruggeranno›. Omega sentì lo spirito nemico andarsene, e tirò un sospiro di sollievo; ma poi si rese conto di una cosa:«Ha parlato di alleati, devo avvertire gli altri»
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