Ewoner e Melpomene vennero portati in alto, sulla rupe. Il vento faceva fremere le foglie del bosco, in un sibilo che amplificava il terrore.

—Ora— disse il capo dei razzisti — La sporca quadridimensionale e lo sporco nano saranno bruciati su da questa rupe, e le loro ceneri verranno sparse al vento, perché di loro nulla rimanga!—

Ci fu un enorme ovazione. Luwen guardò verso la foresta, sperando che il piano di Vladimiro funzionasse.

—Ora— continuò il capo dei razzisti —la feccia non umano-bidimensionale è da eliminare senza indugio, come tutti vi sapete. Per farlo…—

All’improvviso, un enorme masso cadde sui razzisti, bloccando il rito.

Mentre il capo cercava di ristabilire l’ordine, Luwen approfittò della confusione per avvicinarsi agli altri due…

—Cosa vuoi fare?!— domandò terrorizzato il ladro. Melpomene invece sorrise: sentiva dentro di sé di essere salva. Infatti, Luwen li liberò, e si mossero insieme verso il bosco.

Ma anche il migliore dei piani ha una pecca: uno dei razzisti vide tutto, e avvertì il capo. In quel momento, tutto al capo divenne chiaro, così come di essere stato gabbato per anni.

—La feccia è in fuga idioti! MUOVETE IL CULO!— I razzisti si ripresero, e ben presto circondarono Ewoner, Luwen e Melpomene. Il capo si avvicinò alla mezz’elfa:—E così, la verità è questa, sporca mezz’elfa. Sappi però che posso salvarti… scegli: me, o loro— Luwen lo guardò disgustata, e urlò:—Siete tutti degli idioti: sono una mezz’elfa, e non ve n’eravate mai accorti!—. Tra i razzisti ci fu prima un attimo di sconcerto, poi urla di rabbia. Il capo digrignò i denti. Luwen avrebbe voluto raccontare la sua proposta, ma non le avrebbero creduto. —Bene— urlò il capo —Visto che è così, io ordino che vengano tutti e tre messi a…— all’improvviso delle urla, e due giganteschi razzisti vennero buttati contro il capo: erano dissanguati. Ci fu confusione, e Ewoner lanciò un potente incantesimo stordente su tutti i nemici:—ULTROD VUSOSLI!—. subito si mossero, colpendo i razzisti ancora storditi, verso Vladimiro, le cui smorfie facevano ben capire cosa ne pensava del sangue dei due razzisti. Scapparono, attraversando gli alberi del bosco. Superato un rudere di una chiesa, si ritrovarono davanti il capo dei razzisti con una spada magica…

—La vostra fortuna è finita, feccia— grugnì —questa spada può uccidervi tutti— Prima che chiunque facesse qualcosa, Luwen spostò Vladimiro, prendendo in mano la spada. Digrignò i denti e lanciò il suo urlo di battaglia, che risuonò lungo tutto il bosco, intimorendo tutti gli animali e facendo scuotere i rami. Ma il capo dei razzisti non s’impressionò. All’improvviso, la terra si mise a tremare, e dalla sommità del Vesuvio e dai vicini Campi Flegrei uscì un fumo… Ormai la situazione era disperata: davanti a loro, un folle con una spada magica e tutte le intenzioni di massacrarli; dietro, il supervulcano dei Campi Flegrei e il Vesuvio, uniti da un unico bacino magmatico, stavano per eruttare: la fusione dimensionale stava per scatenare il suo ultimo cataclisma.

Luwen schivò per un pelo la spada magica, che tagliò un’enorme roccia come se fosse stata burro. Luwen non poteva nemmeno parare o deviare l’arma avversaria, perché la sua spada sarebbe andata distrutta contro quella magica del capobanda. Capobanda che ben presto le fu addosso, e la colpì con violenza. Vladimiro cercò di andare ad aiutarla, ma una barriera invisibile lo bloccò… —Ewoner, che succede?— domandò, disperato. Ewoner rispose:—È la barriera del duello, e deriva da una situazione abbastanza comune nelle opere che prima della fusione erano di sola fantasia: quella in cui mentre due duellano tra di loro, gli altri restano a guardare senza far nulla.— Vladimiro guardò Luwen, a terra. Sentì il suo cuore lacerarsi mentre vedeva il capobanda alzare la spada per ucciderla… ma all’improvviso, Luwen si mosse con tutta la sua velocità elfica, riuscendo ad anticipare il capo dei razzisti e colpendolo sul plesso solare, ovvero dove la vita scorre via più velocemente. La barriera del duello scomparve, facendo cadere ladimiro ad essa appoggiato, mentre il capo dei razzisti esalava l’ultimo respiro.

—Siamo salvi!— esclamò Ewoner, mentre Luwen aiutava Vladimiro a rialzarsi (non che ce ne fosse bisogno, ma lei voleva farlo…). Ma proprio in quel momento, il Vesuvio e i Campi Flegrei esplosero insieme, facendo cambiare idea al nano mago: neanche la sua magia li avrebbe salvati. —Non temete— enunciò Melpomene, e si mise davanti al gruppetto, il volto verso il supervulcano e il vulcano, senza tremare. Ceneri, lapilli e massi enormi stavano per arrivare loro addosso e… si disintegrarono prima di colpirli o deviarono di fronte alla forza della fede di Melpomene, che innalzò un canto al cielo per mantenersi salda in essa. I suoi amici capirono così che Melpomene era una mistica, ovvero una persona la cui forte fede la rendeva in grado di fare cose incredibili. Quando la pioggia di lapilli terminò, Ewoner evocò un incantesimo di teletrasporto che, con il supporto della fede di Melpomene, consentì al gruppo di andarsene prima che i gas appesantendosi cadessero a terra, seguiti dal magma.

Al monastero-villaggio dei templari i nostri eroi furono bene accolti, e poterono riposare. Sulla palizzata, Vladimiro raggiunse Luwen, e le disse:—Grazie per avermi aiutato a salvare i miei amici—

—No, Vladimiro— rispose Luwen —grazie a te per avermi salvata da me stessa e dalla prigione che mi ero costruita—

E mentre il sole calava, il viandante mezzo-vampiro e la guerriera mezz’elfa si baciarono.

Annunci