Camera d’ospedale, per la precisione una di quelle camere dove vengono raccolti i neonati. Un gelo improvviso scende, e una delle infermiere di guardia crolla svenuta. Subito dopo, un bambino piangente scompare, mentre una risata satanica copre ogni rumore…

—COSA!?—

—Mi spiace, signor Templi, faremo il possibile.—

Il Signor Templi è Omega X, capo del supergruppo Arma It, e la notizia che ha ricevuto è il rapimento di suo figlio appena nato, Ciro. Gladiatrex, la madre, appena saputo s’era accasciata sul letto d’ospedale (aveva appena partorito, non si può pretendere troppo). A parlare con lui è un agente di polizia. Appena andato via quest’ultimo, Omega si sedette e trasse due profondi respiri per riacquistare la calma e raffreddare l’ira. Intanto, Gladiatrex si risvegliava, ma era troppo debole. Omega la guardò e disse:—Troverò nostro figlio, te lo prometto

UNA STRANA ASSENZA

La prima cosa da fare in questi casi è controllare i video della sorveglianza; Omega non aveva certo l’autorità per pretendere di vederli, e lo nauseava l’idea di corrompere qualcuno, ma non ne aveva bisogno, avendo tra i suoi la migliore Hacker del mondo.

Tarpea (manco a dirlo) litigava con Flora, che l’aveva beccata mentre stava facendo fallire un captcha (uno dei suoi passatempi preferiti)

—Lo sai che non puoi?—

—Non ho rubato nulla.—

—Ma che gusto ci trovi a far impazzire la gente?!—

—Quello che ci trovi tu a rompere le scatole, forse—

—Ah, sì? Ma io…—

—BASTA!—

Flora e Tarpea si girarono, e videro un Omega tutt’altro che disposto a sopportarle.

—Emh… ciao capo, come va?— chiese Tarpea

—È successo qualcosa, Omega?— riprese Flora

—Hanno rapito Ciro—

—Oddio—

—Tarpea, per favore, ho bisogno del tuo aiuto—

—Subito, mi collego al lampo alla telecamere della videosorveglianza dell’ospedale.—

Di norma, “al lampo” Tarpea lo diceva solo per dire, in quanto le capitava di andare “per sbaglio” su altri siti durante le sue ricerche, ma stavolta non perse tempo: voleva bene a Omega e Gladiatrex, e non poteva sopportare l’idea che qualcuno rapisse un bambino

Iniziarono a guardare tutti i video, fino alla scomparsa di Ciro, ma qui avvenne una cosa strana: l’infermiera svenne, il piccolo scomparve, ma nessun altro si vide.

—Non ha senso— esclamò Flora —Se è scomparso dev’essere stato qualcuno!—

—Già— continuò Omega —Qualcuno o… qualcosa—

Qualcosa che già conosci›

—Avete sentito?—

—Cosa?— chiese Flora.

Tarpea evocò il suo potere di chiaroveggenza, e sentì anche lei la voce…

«Black Devil!» capì Omega, ricordando il loro ultimo incontro.

‹Sì› riprese la voce ‹Non è stato facile scoprire chi eri e dove trovarti, ma se ora rivuoi indietro tuo figlio, ti ci vorrà un po’ più delle tre virtù… WAHAHAHAH!›

 

LA LOTTA

—Omega, non fare sciocchezze— disse Littero —Sei adirato, in questa situazione non puoi affrontare un demone, tanto più perché i tuoi poteri si basano sul misticismo cristiano, per il quale l’ira è un vizio capitale—

Ma Omega non lo stava ascoltando: salì in auto e corse via.

Raggiunse un vecchio magazzino abbandonato, posto nella periferia cittadina e completamente vuoto. In mano teneva la spada nella custodia-ombrello, in faccia s’era messo il passamontagna, sui vestiti il soprabito-divisa. Entrò e aspettò.

‹Così sei arrivato›

—LIBERA MIO FIGLIO, ALTRIMENTI…—

‹Altrimenti COSA?›

All’improvviso, Omega sentì un dolore lancinante alla testa

‹NON PUOI DIFENDERTI DAI MIEI ATTACCHI PSICHICI ORA! MORIRAI!›

Furioso, Omega estrasse la spada e menò due fendenti a vuoto, ma il dolore alla testa aumentò: Black Devil lo stava uccidendo…

All’improvviso, sentì un urlo, un urlo di bambino… del  SUO bambino.

E si disse:«Sono qui per salvarlo, non per combattere questo povero pazzo, devo calmarmi» Ignorando il mal di testa, mosse un po’ la spada, richiamando a se alcuni passi biblici contro l’ira; sentì la presa di Black Devil ridursi:—Vattene, Demonio! Non mi lascerò trascinare dall’ira, com’è vero che Gesù non se ne fece trascinare quando venne tradito.—

Sentì un urlo furente, e poi nulla: Black Devil era fuggito, e suo figlio era davanti ai suoi occhi.

 

Spiegarlo alla polizia fu complicato, tuttavia Omega riuscì a convincere il commissario che aveva solo seguito un urlo di bambino sentito mentre era fuori a stirarsi le idee, mentre il rapitore era fuggito spaventato. In realtà, il commissario non era troppo convinto, ma non insistette troppo.

Omega, Gladiatrex e il piccolo Ciro comunque poterono tornare a casa.

 

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Buona Pasqua, credenti offesi, credenti non offesi e non credenti ^_^

 

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BLOG: Poesie di un Artognese – Storie e Personaggi – Ambiente Dacquatico– Qui Dacqu – Studistorie

Oggi si parla della mia storia narrativa, seguendo il consiglio di Daniele Imperi.

ALL’INIZIO
In realtà, il mio primo racconto risale a prima del blog, quando ero bambino, ma ormai s’è perso. Era una fan-fiction, la trama era in sé la copia spudorata del secondo film dei pokemon, il contesto l’avevo inventato almeno parzialmente, ma di base niente di che. In seguito, ispirandomi ad un gioco fatto ad Halloween (quando ancora questa festa non mi stava sulle scatole), creai un intero mondo, e ne scrissi la storia, un po’ inventando, un po’ copiando riprendendo il Signore degli Anelli (il film, il libro l’avrei letto poco dopo); feci pure una mappa che modificai costantemente, ma di fondo si mantenne la stessa. La versione più arcaica è simile a questa:
Si vede che ero un ragazzino, eh?
In seguito di mondi ne ho creati altri con tanto di mappe, ma i racconti su di essi rimasero sempre nella mia testa; nel frattempo, modificavo sia i mondi che i racconti.

I PRIMI RACCONTI DEL BLOG: L’ARMA IT E IL GENERE SUPEREROISTICO
Forse dovrei dire il primo racconto, visto che i primi 9 racconti del blog formano un unica storia.
In quel periodo, avevo iniziato da poco a leggere Capitan Novara (o meglio, quel che di lui si trova sulla rete) e mi lasciai contagiare dall’idea di super eroi italiani. Tuttavia, volli crearli particolari, e così nacquero i super-eroi dell’Arma It, il cui scopo resta lottare per il bene, ma non sono famosi per questo, anzi: devono temere l’emarginazione, e a volte arrivano a sentirsi vicini ad alcuni dei super-criminali che combattono.
Un altra cosa è la presenza di arti marziali italiane: le ho messe tutte. Forse le ridimensionerò un po’, ma resta il fatto che sono italiane; inoltre, ho realisticamente accettato che le arti marziali non rendono super-eroi: sono d’aiuto nel combattimento, ma non superpoteri.

NOVUNO: UN CONTENITORE IDEALE
Novuno è nata come città fantasy, ma nel tempo s’è arricchita. Il fatto è che essendo di base una città, posso inserirvi qualunque cosa: così, ai racconti fantasy s’è aggiunta un’intervista fittizia a contenuto filosofico-economico, un giallo-fantasy e un racconto in cui parlo di alcune caratteristiche di questo mondo immaginando una guida che parla ai lettori-visitatori.

ARENA POST-FUSIONE: FANTASY EFFETTIVO
I racconti di un gruppetto di amici in un mondo che ha appena subito la fusione dimensionale poteva essere post-apocalittico, invece l’ho reso un fantasy effettivo. Come nelle storie dell’Arma It e di Novuno, non ho avuto influenze consce. Purtroppo, non c’è molto da aggiungere.

GLI ULTIMI RACCONTI: FANTASCIENZA
Dopo aver visto Capitan Harlock, ho iniziato ad immaginare in modo fantascientifico, e ho pensato ad un epoca in cui gli uomini vivono nello spazio, su astronavi  in grado di viaggiare per il cosmo, e così sono nate le avventure di Vulpio e Lutea a bordo della Fulmine Nero. In questa epoca, c’è chi vuole tornare sulla terra, chi vuole aumentare il legame con lo spazio, e così via. Insomma, non manca nulla.

CONCLUSIONI
Di racconti realistici, ne ho fatti forse quattro, nessuno dei  quali uscito molto bene: il realistico non è un genere di mio gusto.
Voi cosa ne dite?

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