FURTO NELLA NOTTE

Nel buio della notte, l’archeologo incaricato di fare la guardia a quanto ritrovato nella grotta (i fondi erano troppo scarsi per una guardia vera e propria) si beveva un caffè per rimanere sveglio. Non avrebbe voluto rimanere lì, ma l’importanza dell’ultimo ritrovamento era tale da fargli pesare meno la situazione; probabilmente non avrebbe avuto che delle briciole della fama (e dei soldi ad essa legati) dovuta a tale ritrovamento, ma chissà… «E poi, con tutta la fatica fatta, anche le briciole saranno bene accolte».

In quel preciso momento però, il freddo della notte venne sostituito da un gelo che pareva innaturale al nostro archeologo, che pure all’innaturale non credeva. «Che… che succede» pensò, colto da un attacco di panico. Si guardò intorno, e la vide: un armatura che si muoveva verso di lui. Pensò fosse uno scherzo, quindi si calmò e commentò:—Va bene ragazzi, mi avete spaventato, ora dite: chi c’è sotto quell’elmo?—. In tutta risposta, sentì una gelida risata nella sua testa, e tornò a preoccuparsi. —R-ragazzi— mormorò tremante —O-ora basta con gli scherzi—. Fu un attimo: il braccio si alzò e prima che l’archeologo di guardia potesse dire “Ah” lo colpì in testa con una forza terrificante, lasciandolo a terra morto. Lontano da lì, Omega X si svegliò di soprassalto.

UNO STRANO GRUPPO

Omega

L’ultimo discendente di Ugo Penati, scudiero italiano dell’ultimo gran maestro dei templari Jacques de Molay, si stava risvegliando decisamente male: tutta la notte aveva subito la stessa visione. «Sono impazzito, o è il signore a mandarmi un messaggio?». Aprì gli occhi e quasi stramazzò dalla paura! Poi si calmò e … —Gladiatrex, lo sai che ho una fobia per quella tua maschera da sciamana preistorica! E poi, da quando una donna entra nella stanza di un uomo di soppiatto!— —E dai— ridacchiò la donna in questione, apparentemente sui 20 anni, in realtà vecchia come le incisioni rupestri della sua Val Camonica —Non fare il serio! Rilassati— —Rilassarmi?!— replicò risentito Omega —Vorrei vedere se entrassi di soppiatto in camera tua vestito da gallo o da legionario romano!— Gladiatrex si incupì e si girò dall’altra parte. —Scusa— disse imbarazzato Omega —Ero arrabbiato… non volevo— L’antica sacerdotessa camuna fece capire con un gesto che non importava.

Gladiatrex

Ultima degli immortali del Neolitico Camuno, la sua vita era cambiata in peggio durante un attacco da parte di un villaggio dotato di armi in bronzo, laddove il suo era rimasto all’Età del Rame. Un immortale, per suicidarsi, deve farlo in un rito con altri immortali, ma lei venne catturata prima di concludere il rito, così non poté più uccidersi. Per molto tempo rimase rinchiusa in una capanna-cella, e torturata da chi l’aveva catturata e dai suoi discendenti, perché rivelasse i suoi segreti arcani, per secoli rimasti nelle mani degli immortali del Colle Sacro, oggi noto come Luine. Alla fine, venne venduta ai romani come schiava, e divenne una gladiatrice.

C’è l’idea che i gladiatori morissero spesso, ma in realtà i gladiatori venivano tenuti in via per via dei costi e dei tempi di addestramento. Lei vinse spesso, ma non venne mai liberata proprio perché per la sua immortalità era in grado di passare da una classe gladiatoria all’altra, e ai suoi padroni non interessava sapere da dove venisse la sua immortalità. Così dovette lottare finché i giochi gladiatori non vennero dichiarati fuori legge: dopo di allora venne liberata, e visse tranquilla occupandosi di cure tramite le erbe mediche fino al 1518, quando la caccia alle streghe in Val Camonica la obbligò a nascondersi grazie alle conoscenze del suo popolo. In seguito, fece vari lavori, tra cui la minatrice nel periodo in cui la Rivoluzione Industriale giunse in Italia, e in miniera imparò a combattere con il manico di piccone; non ebbe però una casa, finché non incontrò Omega X, che con lei formò il gruppo dell’Arma It.

Tornando ai giorni nostri, lei si rianimò quasi subito, essendo di carattere allegro e scherzoso, e ridacchiò:—Ehi, i templari non dovevano svegliarsi alle quattro di mattina, sogni strani o no? Svegliati dunque, che sono le otto e mezza—, quindi se ne andò di sotto.

Omega non si sorprese del fatto che Gladiatrex sapeva del suo sogno, ma ne era seccato:«Quante volte glielo devo ripetere di non guardare nel mio futuro?» Comunque, si cambiò e scese. Nello scendere volse uno sguardo al soggiorno e urlò:—TARPEA!—. Una ragazza di fronte al computer sobbalzò:—Ehilà, capo, dormito bene?—. Omega la guardò piuttosto male.

Tarpea

—Sbaglio, Tarpea, o ti avevo vietato di far fallire i captcha o rallentare i caricamenti?—

—Ma non lo stavo facendo—

—Non ho il tuo sesto senso a mille, ma credo tu mi stia mentendo—

—No, capo, cercavo solo notizie che potessero interessarci…—

—Mmh, per stavolta farò finta di crederci.— concluse Omega, ben conscio della natura ribelle dell’amica, e scese in Sala da Pranzo, dove s’imbattè in altri due membri del gruppo.

—Ciao Omega—

—Buongiorno.—

Flora e Littero Liberis, gemelli identici in tutto tranne che per il sesso, commentavano l’ultimo articolo.

—Che è successo?— chiese Omega, incuriosito.

—Un uomo è stato ucciso e un reperto molto importante è stato trafugato— spiegò Flora

—Bah, non credo che una seconda Corona Ferrea sia così importante.— commentò Littero.

Omega stette ad ascoltare più attentamente: la Corona Ferrea secondo la leggenda era stata costruita a partire da un chiodo della Croce di Cristo ed era un oggetto di enorme potere; ma nell’unica Corona Ferrea conosciuta fino ad allora il cerchio rivestito da placche d’oro era in argento, non in ferro. Certo, se il cerchio della Corona Ferrea trafugata era in ferro, e questo ferro poteva risalire all’età della crocifissione di Gesù Cristo…

I gemelli Flora e Littero Liberis

—L’uomo— continuò Flora seccata —è stati ucciso da un colpo in fronte, per la precisione un pugno con un Guanto d’Arme—

—Il guanto di un’armatura, dunque— riflettè Omega

—Potrebbe essere anche un tirapugni con degli spuntoni, i giornalisti tendono sempre ad esaltare tutto—

—Ma a volte non lo fanno a torto— replicò Flora.

—Basta— ordinò Omega —chiederò a Tarpea di controllare—

—Ma…— accennò Flora

—Sì, dovrò oltrepassare sistemi di sicurezza informatici, ma tanto grazie al suo superintuito può farlo senza rischiare di essere scoperta, e lo sa di poter solo guardare e non toccare.—

Flora sbuffò:—Prima o poi…—

—Sì sì, lo sappiamo— la prese in giro Littero —”sciagura, disgrazia, ecc… ecc…”—

Omega si tolse subito: tra moglie e marito non mettere dito, ma nemmeno tra fratello e sorella

Servio

Fuori incontrò il sesto membro del gruppo (così li abbiamo finiti tutti): Servio, basso e deforme, ma di buon cuore, dotato di una memoria tale da essere definibile super e con vaste conoscenze marziali e scientifiche, in seguito alla sua convivenza con uno zio scienziato che l’aveva fatto viaggiare nel tempo. Servio lo salutò:—Come va, capo?—

—Bene, Servio— sorrise Omega —Ho solo un problema con un certo sogno—

—Quale?— chiese Servio. Omega gli raccontò il sogno: una colomba nera che lottava con una colomba bianca; ad un certo punto, la colomba nera si portava al di sopra di quella bianca e la attaccava dall’alto, mettendolo in difficoltà, ma a quel punto una voce urlava:”Ricordati le tre stelle di Dante Alighieri”—

—Non saprei come interpretarlo— commentò Servio —Ma se è una visione, sicuramente si svelerà da sola— Omega annuì.

Eccomi di ritorno, anche se non gliene frega a nessuno :D.

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Spero che sia solo perché fosse un’immagine per la festa della mamma o perché fosse Ascii fatto a mano ^_^’ o solo per far vedere che la si è vista

Ci vediamo

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